Ricostruzione: rapporto Sge

Dall’Agenzia di stampa Asca
L’Aquila, 28 feb – Sono ancora 33.714 le persone che, a seguito del terremoto di tre anni fa, all’Aquila, hanno bisogno di una qualche forma di assistenza da parte dello Stato. Lo comunica la Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) nel consueto report settimanale. Di esse, 21.802 vivono in alloggi del progetto CASE, nei Moduli abitativi provvisori (Map), in affitti del Fondo immobiliare e concordati col Dipartimento di Protezione civile, in edifici comunali; 11.529 beneficiano del contributo di autonoma sistemazione (9.779 residenti nel comune dell’Aquila e 1.750 negli altri comuni del cratere sismico); 383 sono ospiti in strutture ricettive e di permanenza temporanea (147 presso la caserma della Guardia di finanza di Coppito).

Italia, cancellata la tassa sulle rimesse

Dall’Agenzia di stampa Redattore sociale
28 febbraio 2012

Audizione del ministro davanti al Comitato Schengen. Decisione inserita nel decreto semplificazioni. Il ministro pensa anche al raddoppio dei permessi di soggiorno, una decisione che permetterebbe anche di spalmare il costo per rilasci o rinnovi
ROMA – Nel corso dell’audizione al Comitato Schengen, il ministro dell’integrazione e cooperazione, Andrea Riccardi, ha oggi annunciato alcune importanti novità in tema di immigrazione.
La prima riguarda il fatto che, nel decreto semplificazioni approvato venerdì scorso in Consiglio dei ministri, è stata inserita la cancellazione dell’imposta del 2% sui trasferimenti all’estero delle risorse degli immigrati, le cosiddette rimesse. Il provvedimento sembrava inizialmente essere stato stralciato dal decreto stesso. Il ministro Riccardi ha ricordato infatti che già “al G20 di Cannes l’Italia era stata capofila nella richiesta di riduzione delle tasse sulle rimesse”. La tassa era stata introdotta su pressione della Lega dal precedente governo.

Permessi di soggiorno. Riccardi ha anche annunciato che, in caso di accordo dei partiti che sostengono il governo, c’è in programma il raddoppio della durata dei permessi di soggiorno. I permessi dovrebbero passare da sei mesi ad un anno e da uno a due anni.
Intervenire sulla durata dei permessi significherebbe alleggerire anche l’impatto della nuova tassa su rilasci e rinnovi (da 80 a 200 euro) in vigore da fine gennaio. Infatti ciò permetterà di spalmare il costo dei permessi su un periodo più lungo. La norma sui permessi, alla quale ha lavorato il ministero dell’Interno, dovrebbe prendere la forma di un emendamento a uno dei decreti legge in via di conversione in Parlamento. Ovviamente previo consenso delle forze politiche che sostengono il Governo.

Pronto il punto recettivo mobile

E’ stato allestito il il camper per raggiungere la popolazione immigrata in alcuni punti strategici. Il punto recettivo mobile (Sulmona, Cansano, Magliano, Celano, Pizzoli, Barete, Cagnano, Onna, Fossa, Acre) fa sosta in 4 comuni colpiti dal sisma e nella frazione di Onna (L’Aquila). Ogni tappa sarà occasione per attrarre cittadini dei comuni e frazioni limitrofe.  Le altre tappe sono in centri con un alto numero di residenti stranieri: Celano (1.569), Sulmona (1.455) e Magliano (346). Cansano, invece, è il quarto comune per incidenza (16,43%) sul totale della popolazione.
Per informazioni su itinerario e orari clicca qui.

Tv e radio: migranti identificati per nazionalità

Dal Redattore sociale
23 febbraio 2012

Secondo la ricerca Mister Media, l’informazione radiotelevisiva contribuisce a creare una “classifica di gradimento” delle comunità straniere in Italia. Si parla molto dei nordafricani e meno degli est-europei
ROMA – Sono cinque le minoranze a rischio discriminazione sui media italiani monitorate da MIster Media: gli immigrati, rom e sinti, persone lgbt, religioni minoritarie ed ex tossicodipendenti, tossicodipenti ed ex detenuti. Tra queste, la categoria che riceve maggior attenzione è quella degli immigrati e dei rifugiati, con il 61% dei casi (4.373) complessivi, che raggiungono il 71% se si guarda alla sola Tv. In televisione, dunque per minoranze si intendono soprattutto i migranti. I rom sono oggetto di notizia per il 14% dei casi (978), credo e fede religiosa costituiscono il 13% (913), a seguire gay, lesbiche e transessuali/transgender con il 10% (686) e infine tossicodipendenti ed ex detenuti meno del 2% dei casi.
Il monitoraggio, 24 ore su 24, è stato effettuato su tutti i Tg Rai, Mediaset e La7, i notiziari delle emittenti radiofoniche nazionali e le trasmissioni di attualità e di approfondimento in programmazione sui canali televisivi e radiofonici nazionali. La rilevazione è durata un anno, dal 1 luglio 2010 al 30 giugno 2011. Durante questo periodo sono state prese in esame 20 mila edizioni di giornali radio, 2.500 edizioni di telegiornali, 12 mila trasmissioni radiofoniche e 1.500 trasmissioni televisive. Sul totale di un database così ampio, sono stati selezionati oltre 7 mila file che parlavano di minoranze. L’83% è costituito da informazione e il 67% dei casi da giornali radio. Sulla rappresentazione delle minoranze, la radio “conferma una maggiore capacità di accendere l’attenzione su una pluralità di temi – si legge nel rapporto – ciò è dovuto alla maggior quantità di notizie che i giornali radio riescono a coprire e a una gran varietà di trasmissioni, di taglio e linguaggio diverso”. Viene citato l’esempio di alcuni programmi radiofonici che si interrogano sui rischi di xenofobia contro i migranti, quando viene sospettato un immigrato (poi scagionato) per l’omicidio di Yara Gambirasio. Nei giorni 6 e 7 dicembre 2010, 24 mattino (Radio 24) parla esplicitamente, problematizzandola, dell’associazione “più immigrazione = più criminalità”, mentre a 28 minuti (Radio 2) si parla di “Xenofobia e preoccupazioni dopo il caso della scomparsa di Yara Gambirasio dove viene sospettato un immigrato”.

Ma al di là di queste eccezioni, la presenza degli immigrati, soprattutto nei principali Tg è riconducibile principalmente a fatti di cronaca e alla messa in pericolo della sicurezza sociale, alle tensioni legate allo sfruttamento del lavoro nero e alla “regolarizzazione” della presenza degli immigrati, agli sbarchi di profughi e all’illegalità in generale. I fenomeni migratori non vengono spiegati e approfonditi. Spesso sono confinati solo alle news dei telegiornali, dove “si conferma l’utilizzo massiccio della nazionalità come elemento identificativo dei soggetti coinvolti: essa è infatti indicata nel 61% dei casi in cui si parla di immigrati”, dice il rapporto. Le principali nazionalità citate sono nell’ordine: tunisini, marocchini, libici, ucraini, romeni, cinesi, eritrei, albanesi, egiziani e afgani. Questo dato dimostra che vengono sovrarappresentanti i migranti provenienti dagli stati del Nord Africa rispetto agli europei dell’est, che invece sono in numer maggiore presenti in Italia rispetto ai maghrebini. “Questa è una differenza sostanziale rispetto a quanto era emerso in precedenti rilevazioni e ciò è avvenuto in concomitanza con gli avvenimenti della cosiddetta “primavera araba”, a partire dalla fine del 2010 – spiega la ricerca – l’uso diffuso della nazionalità come elemento identificativo dei soggetti coinvolti in casi di criminalità contribuisce alla costruzione di una “classifica di gradimento” delle varie nazionalità di cittadini stranieri presenti sul territorio italiano. In tal senso, si fa riferimento a una sorta di valutazione sociale delle nazionalità che, nell’immaginario del migrante, sarebbe condivisa dal popolo italiano”. Si tratta quindi di un fenomeno di etichettamento e stereotipizzazione di una comunità.

Altre etichette molto diffuse sulla televisione italiana sono clandestino e rifugiato, la prima è emersa nel 17% dei casi (761 su 4173), mentre l’etichetta “rifugiati” (761 su 4173) è salita al 17% (dal 5,6% delle precedente rilevazioni). “Anche questo incremento è probabilmente dovuto alle sommosse popolari nel Nord Africa e alla concessione di questo status giuridico agli esuli, resa più difficoltosa dal sistema di selezione adottato dall’U.E. che implica l’obbligo di rimanere nel paese che accoglie per primo il rifugiato. Ciò impedisce di fatto eventuali ricongiungimenti familiari o comunque la ricerca di opportunità in altri paesi comunitari”, spiega la ricerca. L’indicazione della nazionalità avviene nel 45% cento dei casi per quanto riguarda i clandestini, mentre per i rifugiati avviene nel 24% dei casi”. (rc)

Una guida per parlare di immigrazione in maniera corretta

Dal Redattore sociale
20 febbraio 2012

Si chiama “Comunicare l’immigrazione” il manuale a uso degli operatori della comunicazione promosso dal ministero del Lavoro e realizzato dalla società Lai-momo e dal centro studi e ricerche Idos. Un libro in 6 capitoli sullo scenario migratorio in Italia
ROMA – Una guida pratica per parlare di immigrazione in maniera corretta. Si chiama “Comunicare l’immigrazione” il manuale a uso degli operatori della comunicazione promosso dal ministero del Lavoro e realizzato dalla società Lai-momo e dal centro studi e ricerche Idos presentato oggi all’università La Sapienza di Roma. Il libro è diviso in sei capitoli che trattano lo scenario migratorio in Italia, il quadro legislativo, il quadro europeo, la questione della rappresentazione sui media. Le ultime due parti sono dedicate poi alle storie positive di immigrazione e al Glossario composto da circa 50 voci.

“Abbiamo pensato a un manuale per permettere una comunicazione migliore in questo settore in cui si dicono tante inesattezze – sottolinea il sottosegretario alle Politiche sociali Maria Cecilia Guerra – . È un progetto che parte dalla considerazione della significativa presenza degli immigrati nel nostro paese, cresciuta ancora negli ultimi tre anni”. Guerra ha ricordato la carenza di un’informazione corretta in tema di immigrazione e “funzionale su certi argomenti a creare stereotipi”. “Nel 53% dei casi gli stranieri sono citati in riferimento ai casi di cronaca nera e giudiziaria – sottolinea – . Se poi guardiamo al linguaggio la comunità di appartenenza è spesso usata come minaccia. Spesso è un problema non solo di scelta ma anche di mancanza di conoscenza”. Il manuale, aggiunge il sottosegretario, sarà diffuso nelle redazioni giornalistiche locali e nazionali; verranno poi promossi, insieme agli ordini dei giornalisti regionali, sei seminari sui temi dell’immigrazione e una spring school a cui potranno partecipare 50 ragazzi selezionati dalle scuole di giornalismo.

“È necessario iniziare a parlare di immigrazione non solo relativamente a persone che devono arrivare ma come un fenomeno consolidato, che non porta problemi ma che arricchisce la società – afferma Natale Forlani direttore generale dell’Immigrazione e delle politiche dell’integrazione presso il ministero del Lavoro – . Il nostro obiettivo è anche formare dei giovani comunicatori sul tema, attraverso strumenti adeguati che facilitino la lettura della società”. “Dobbiamo pensare a una comunicazione più corretta su questi temi – sottolinea Franco Pittau, coordinatore del progetto – ma il contenuto da solo non basta, bisogna sapere anche come presentare questi temi, anche perché spesso nel sociale non sappiamo comunicare”. (ec)

CONSULTA E SCARICA LA GUIDA O I CAPITOLI DI TUO INTERESSE
Indice e Introduzione
1. Lo scenario migratorio in Italia
2. Il quadro legislativo
3. I migranti in Europa
4. I media italiani e l’immigrazione
5. Storie positive di immigrazione
6. Glossario

 

L’integrazione secondo il Cnel

Le regioni del centro Italia offrono agli stranieri le migliori condizioni di inserimento socio-occupazionale e il più alto indice potenziale di integrazione. In cima alla classifica il Friuli Venezia Giulia (con un valore dell’indice di 70,6 su scala 1 a 100), la Toscana (66,0) e l’Umbria (65,7). Seguono il Veneto (63,3), l’Emilia Romagna (63,1) e il Trentino Alto Adige
(62,1). In testa alle regioni a medio potenziale le Marche (59,9), seguite da Liguria (60,7), Lombardia (56,6), Piemonte (56,4) e Valle d’Aosta (52,2). Il Lazio, con un indice di 49,2 si colloca al 14° posto nella graduatoria nazionale, dopo l’Abruzzo (51,6) e incorniciato tra le due Isole, la Sicilia (49,8) e la Sardegna (46,0). Agli ultimi 5 posti della graduatoria le rimanenti regioni del Sud Italia.
Lo rileva l’VIII Rapporto del Cnel sugli ”Indici di integrazione degli immigrati in Italia”, presentato oggi a Villa Lubin, che misura il grado di attrattività che province, regioni e grandi aree nazionali esercitano sulla popolazione straniera in Italia e il livello di inserimento sociale e occupazionale degli immigrati. Il Rapporto si serve di 15 indicatori statistici, suddivisi in 3 gruppi tematici di 5 indicatori ciascuno. Ogni gruppo corrisponde a un indice sintetico che attraverso i suoi 5 indicatori di base, misura
l’attrattivita’ dei territori, l’inserimento sociale e occupazionale degli immigrati.
In sintesi, per quanto riguarda l’indice di attrattività territoriale, che misura la capacita’ di una regione di porsi come ”polo di attrazione”, al vertice figurano la Lombardia (86,2), il Veneto (79,5), l’Emilia Romagna (79), il Lazio (73,9), mentre in coda sono Campania (17,3), Calabria, (15,4), Sardegna (10,6) e Basilicata (6,5). Quanto alle
province, l’indice massimo e’ di Prato (84,4), seguono Brescia (71,2) e Milano (70,9). Gli indicatori che costruiscono questo indice sono: l’incidenza (% degli stranieri sulla popolazione residente), la densita’ (stranieri per kmq), ricettivita’ migratoria (stranieri che, nel corso dell’anno, hanno spostato la propria residenza anagrafica da un Comune esterno a uno interno al territorio di riferimento), stabilità (% di minori tra la popolazione straniera), appartenenza familiare (% di famiglie residenti con almeno un componente straniero).
Quanto all’Indice di inserimento sociale, che misura il livello di accesso degli immigrati ad alcuni beni e servizi fondamentali di welfare, le migliori condizioni si registrano in Friuli Venezia Giulia (71,6), Umbria (70,5), Marche (69,0) e Trentino Alto Adige (67,4). La situazione tra le province conferma che l’inserimento sociale degli stranieri trova
condizioni migliori in contesti socio-urbanistici e amministrativi di ridotta estensione, come Trieste (69,9), Vicenza (69,8). Determinano questo indice indicatori di accessibilita’ al mercato immobiliare (% dei costi d’affitto medi annui nominali di una casa di 50 mq in zona periferica sul reddito medio annuo pro capite stimato della popolazione straniera
non comunitaria), l’istruzione liceale (% di iscritti al liceo), tenuta del soggiorno stabile (% di permessi di soggiorno in vigore dopo un anno), naturalizzazione (numero medio di naturalizzati), capacita’ di iniziativa familiare (% di famiglie il cui capofamiglia è straniero sul totale delle famiglie con almeno un componente straniero).

Rimandata la presentazione ufficiale del progetto

In accordo con la Prefettura dell’Aquila è stata rimandata, causa maltempo, la presentazione alla stampa e alla cittadinanza del progetto “Mondo Immigrato: nuovi sensori territoriali”, prevista per mercoledì 8 febbraio.

Per fissare una nuova data occorre aspettare la fine delle condizioni climatiche avverse.

Federico Cifani della Comunità Montana Sirentina ha inviato alcune foto alla redazione per documentare la situazione. Per ingradire le immagini basta cliccare sulla miniatura.


Uffici pubblici chiusi anche oggi

Ieri “Il Prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, considerato che tutte le strutture operative di protezione civile hanno prorogato lo stato di allerta, che il perdurare delle condizioni metereologiche avverse, associato alla formazione di ghiaccio sulle strade, potrebbe determinare situazioni di pericolo per la sicurezza della circolazione stradale urbana ed extraurbana, con conseguente pericolo per la sicurezza pubblica e l’incolumità degli stessi cittadini, che in tutta la provincia continua a riscontrarsi una situazione di seria difficoltà nella transitabilità viaria, ha disposto la proroga della chiusura di tutti gli Uffici Pubblici dell’Aquila e dei Comuni della provincia, estendendola alla giornata di martedi 7 febbraio 2012.
L’Ordinanza è stata emessa in ossequio agli artt. 2 e 14 della legge 225/1992 e all’art. 2 del T.U.L.P.S. 773/1931 e ritenendo necessario scongiurare ogni situazione di pregiudizio alla sicurezza pubblica con probabili ripercussioni anche sull’ordine pubblico”.

Maltempo a L’Aquila: chiusi uffici nella provincia

Il Prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, ha disposto la chiusura di tutti gli Uffici Pubblici dell’Aquila e dei Comuni della provincia, compresi gli Uffici Giudiziari, per la giornata di domani, lunedì 6 febbraio.
“L’ordinanza – si legge in una nota – è stata emessa in ossequio agli artt. 2 e 14 della legge 225/1992 e all’art. 2 del T.U.L.P.S. 773/1931 e ritenendo necessario scongiurare, in queste ore di prevedibile inasprimento delle condizioni metereologiche, ogni situazione di pregiudizio alla sicurezza pubblica con probabili ripercussioni anche sull’ordine pubblico”.